Inizia verso la fine del XIV secolo e l'inizio del XV la decadenza dell'ordine per cause non perfettamente note e la Congregazione è costretta a cedere via via tutti i suoi monasteri e quindi anche quello di S. Maria ad pontem intorno all'anno 1436. Oggi la Congregazione silvestrina raccoglie una ventina di abbazie in tutto il mondo ma soltanto sette in Italia. Si è sempre distinta dalle altre Congregazioni per una grande attenzione all'apostolato ed all'evangelizzazione, avvicinandola a quel senso di spiritualità tipico degli Ordini mendicanti.
La chiesa è stata riedificata negli ultimi anni ma si è voluto conservare il precedente impianto che era il transetto dell'antico monastero come testimonia il grande arco sul lato nord che doveva essere l'incrocio con la navata. Fortunatamente prima del crollo della precedente costruzione in mattoni di calcare, che era stata fatta restaurare dal Cardinale Barberini, erano stati staccati alcuni degli affreschi trecenteschi che ne ornavano le pareti salvandoli da sicura distruzione e che ora sono conservati nella chiesa di S. Stefano Nuovo.
Il primo impianto della chiesa è però molto più antico del 1300 infatti già nel 1058 troviamo un segno indelebile della sua presenza nei documenti di Farfa dai quali risulta la cessione delle chiese di S. Biagio e di S. Maria ad pontem con tutte le pertinenze da parte dei Conti Galeria alla stessa Abbazia.
Sempre il Camassei ci narra di una bella immagine della Madonna affrescata nella chiesa e del campanile annesso nel quale doveva essere un tempo collocata una campana proveniente dall'Inghilterra dopo lo scisma di Enrico VIII.
Da: Terra di Fiano. Ricerche di storia, arte , archeologia –
di Giuliana Boenzi, Antonella Ciccarese, Paola di Giammatteo, Francesca Fei, Gianfranco Gazzetti, Enrico Angelo Stanco
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