 |
 |
 |
| Il Foglio mensile NOTIZIARIO DELLA PARROCCHIA DI SANTO STEFANO PROTOMARTIRE |
|
MARZO 2008 |
|
CHE COS'E' UNA BENEDIZIONE
Quando si benedice un'automobile non si pronuncia una formula magica su di essa né si asseconda un'usanza tradizionale e priva di senso, ma si invoca il Signore perché guardi con amore le persone che ne faranno uso, le protegga nei loro viaggi e sia il loro compagno di cammino.
Come dice lo stesso rituale delle benedizioni dei veicoli, coloro che si porranno alla guida dell' auto useranno perizia e prudenza e considereranno Dio come il loro continuo compagno.
Venendo a mancare queste prerogative, la benedizione non sarà sufficiente a scongiurare eventuali pencoli e incidenti.
|
Quando si benedicono le mura domestiche si invoca la protezione di Dio sugli abitanti di essa affinché conducano una vita conforme alla rettitudine evangelica e trovino in Dio il loro punto di riferimento.
Quando si benedice un oggetto di pietà o di devozione (un crocifisso, un'immagine, una coroncina) lo si fa' per chiedere a Dio che il suo proprietario viva la reale devozione verso ciò che esso rappresenta.
Tutte le circostanze della vita sono occasioni di riscontro della presenza di Dio e legittimano pertanto la volontà di invocarne la presenza di amore e di misericordia e, in questo senso, chiedere le benedizione vuol dire riconoscere Dio presente in tutte le situazioni ed esprimere la fede che da Lui dipende ogni cosa e ogni situazione, ma chiedere che si benedica un oggetto solo per la soddisfazione che venga benedetto o per scongiurare un'eventuale disgrazia non comporta necessariamente che si esterni un atto di fede.
In più, alla presenza benedicente di Dio corrisponde sempre la collaborazione dell'uomo; ragion per cui si è carenti nella fede allorché si ometta di far seguire l'avvenuto rito di benedizione alla pratica del retto agire cristiano nelle varie circostanze.
Che poi la benedizione una volta ricevuta debba essere corredata debitamente con la continua preghiera e la vita sacramentale è un'evidenza che deriva da sé medesima: lo stesso Dio benedicente che ci accompagna nelle circostanze della vita va' incontrato ogni giorno nella preghiera e in modo particolare nel suo Figlio Gesù Cristo presente nei sacramenti, nella Parola di Dio, nella celebrazione domenicale, nelle opere di carità.
Tutte le volte che mi trovi ad amministrare la benedizione presso una famiglia o un negozio, un laboratorio, ecc, è mia preferenza che tutti i presenti si raccolgano tutti insieme per prendere parte al rito, sospendendo le attività o i lavori che sul momento si svolgono: in tal modo si esprime con maggior rilievo il senso ecclesiale della benedizione.
È la Chiesa intera che chiede a Dio la sua benedizione attraverso la riflessione sulla Scrittura, la preghiera di lode e l'invocazione. La Chiesa, in questo, agisce sotto l'azione dello Spirito Santo per l'edificazione del popolo di Dio. |
LA RESURREZIONE
Nel Cristianesimo, sono considerate due modalità dì risurrezione: oltre alla vita eterna, cui saranno ammessi i fedeli, si ha il dogma della risurrezione terrena di Gesù, il Cristo già morto sulla Croce (lo stesso Gesù che secondo le sacre scritture ridette la vita terrena a Lazzaro). Il termine risurrezione traduce il greco anàstasis, che significa letteralmente "far alzare" o "alzarsi" e si riferisce al rialzarsi dalla morte. L'espressione "risurrezione dai (dei) morti" è usata ripetutamente nel nuovo testamento. |
 |
La Via crucis è la via del dolore, dell'offerta d'amore, del supplizio più grande della storia, via della nostra vita. Su questo ultimo tragitto verso il Calvario Gesù ci dimostra e ci insegna che la vita ha senso soltanto se è apertura, dono, condivisione verso tutti. I suoi occhi incrociano altri occhi; le sue mani e il suo volto toccano e si lasciano toccare da altre mani, da altri volti. Le sue parole diventano perdono e salvezza rivolte a chi nei suoi confronti dimostra soltanto disprezzo e derisione.
La Via crucis è via di relazioni, di incontri, di rapporti, ma nello stesso tempo è terribilmente solitaria.
La croce segna il limite estremo dell'abisso che separa la morte dalla vita.
|
Se la si abbraccia con Cristo, si scopre una possibilità di rinascita, di riscatto, di luce.
La risurrezione di Gesù ne è il tesoro finale: la vita trionfa sulla morte, su tutte le morti, anche sulle nostre e su quelle dei nostri fratelli e delle nostre sorelle, costretti a compiere una nuova Via crucis anche per noi. |
| |
INTENZIONI APOSTOLATO DELLA PREGHIERA

Generale: perché, rispettando le terre, le culture, le tradizioni e i diritti degli indigeni, si raggiunga ovunque una vera armonia fra loro e le popolazioni con cui vivono
Missionaria: perché in Africa, valorizzando le diversità dei carismi, si intensifichi la collaborazione degli istituti missionari con le chiese locali
Dei Vescovi: perché i movimenti e le associazioni ecclesiali siano per la comunità cristiana fermento di vita di fede, nella comunione
Mariana: perché Maria, vergine fedele, ci aiuti a progredire per la via della fede viva, che accende la speranza ed opera per mezzo della carità
|
|
| |
| |
 |
|
|