| A MONSIGNOR FARAJ RAHO
Vescovo di Mosul, rapito e trovato morto lo scorso 13 Marzo 2008 dedichiamo la nostra preghiera, il nostro impegno non violento, le pagine di questo numero del foglio parrocchiale.
In memoria di tutte le violenze, dei silenzi complici, dell'indifferenza dei palazzi, dei troppi martiri che l'idea di una pace armata continua a sacrificare.
Vogliamo manifestare vincoli di amicizia e di fraternità con tanti abitanti della terra irachena, accompagnare il difficile cammino della chiesa cristiana caldea di questa terra d'oriente, apprezzando il coraggio dei pastori e dei credenti, la fedeltà alla storia, il martirio accolto in solidarietà con tutte le vittime della guerra. Un motivo in più per continuare la sfida della solidarietà e della a nonviolenza con chi è costretto ad assaporare i frutti amari di una guerra che sempre più si sta rivelando "avventura senza ritorno" e figlia degenere della menzogna che l'ha partorita.
Durante i giorni del sequestro del vescovo di Mosul avrei certo desiderato e sognato una parola forte e coraggiosa, alta e autorevole da parte della chiesa ufficiale italian in difesa della vita e della pace che vengono continuamente oltraggiate in Iraq, nel Medio Oriente e in troppe altre parti del mondo. Avrei certo desiderato e sognato parole chiare e forti di Papa Benedetto XVI contro la guerra durante la sua visita sul suolo americano. Invece un'altra occasione perduta per costruire ponti. Anche la conversione di Magdi Allam durante la Veglia pasquale in S. Pietro, nel rispetto della scelta e del legittimo percorso personale di fede, avrei preferito fosse vissuta nella discrezione di una liturgia familiare piuttosto che in mondovisione e condita di giudizi così pesanti espressi nei confronti del mondo islamico, del corano e dei credenti di quella fede. C'è bisogno di più coraggio per aprirsi al dialogo che per fendere l'aria con le spade sguainate del pregiudizio e della polemica. Incontrare autenticamente gli altri mette in discussione anche noi , mentre scaldarsi al tepore esclusivo della propria verità rassicura senza alcun rischio. Cercare, conoscere, incontrare, accarezzare il volto dell'altro sconfigge puntualmente tutte le rappresentazioni estreme in cui colui che non conosco è violento e trama minacciosamente contro di me. Che questi possano essere i verbi che anche noi italiani decliniamo in questi mesi, come risposta alla'attuale situazione sociale e politica che si è aperta in Italia .
Don Paolo
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