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CAMBIO DI DESTINAZIONE D’USO da UFFICIO (Cat. A/10) a RESIDENZIALE

SERVIZIO URBANISTICA E SVILUPPO DEL TERRITORIO CAMBIO DI DESTINAZIONE D’USO
da UFFICIO (Cat. A/10) a RESIDENZIALE

L’Amministrazione Comunale, visti:

•    L’art 3 ter della Legge Regionale n° 21/09 (Piano Casa);
•    La Delibera di Consiglio Comunale n° 75 /2011;

INFORMA
I PROPRIETARI DEGLI IMMOBILI A DESTINAZIONE UFFICIO CHE E’ POSSIBILE USUFRUIRE DELLA L.R. 21/09 (PIANO CASA) PER POTER EFFETTUARE, ALLE CONDIZIONI PREVISTE DALLA LEGGE, IL CAMBIO DI DESTINAZIONE D’USO VERSO RESIDENZIALE, IN DEROGA AGLI STRUMENTI URBANISTICI ED EDILIZI COMUNALI.

E’ possibile pertanto presentare D.I.A. o RICHIESTA DEL PERMESSO DI COSTRUIRE, a cura di professionisti abilitati, entro il termine previsto dalla legge, stabilito al  31 gennaio 2015.

IL CAMBIO DI DESTINAZIONE D’USO E’ FINALIZZATO AL REPERIMENTO DI ALLOGGI A CANONE CALMIERATO, PER I QUALI LA LEGGE STABILISCE UN PREZZO DI LOCAZIONE PARI A 4 €/Mq/Mese PER UN PERIODO DI ALMENO 15 ANNI.
IN ALTERNATIVA L’INTERVENTO E’ SOGGETTO AL PAGAMENTO DI UN CONTIBUTO STRAORDINARIO, PROPORZIONALE AL VALORE CATASTALE, OLTRE AGLI ONERI CONCESSORI DOVUTI.

Esempio di uffici in 2 zone diverse di P.R.G., con rendita catastale presunta (calcolata con programma DOC. FA), con affitto a canone calmierato, o con applicazione del contributo straordinario.

 

Gli importi del contributo straordinario  e degli oneri concessori possono essere rateizzati in quattro rate con scadenza semestrale, previa stipula di polizza fideiussoria.

IL RESPONSABILE DEL SERVIZIO  URBANISTICA E SVILUPPO DEL TERRITORIO   (Ing. Giancarlo Curcio)

L’ASSESSORE ALL'URBANISTICA E AL BILANCIO (Pio Paciucci)          

IL SINDACO  (Ottorino Ferilli)   
                

Per maggiori informazioni  e chiarimenti  contattare l’Ufficio Urbanistica, negli orari di ricevimento al pubblico (Martedi – Giovedi 9.00 – 13.00)


Art. 3 ter - L.R. 21/2009 e ss. mm. ii.

(Interventi finalizzati al reperimento di alloggi a canone calmierato attraverso il cambiamento di destinazione d’uso da non residenziale a residenziale).

1. In deroga alle previsioni degli strumenti urbanistici ed edilizi comunali vigenti o adottati nonché nei comuni sprovvisti di tali strumenti, sono consentiti cambi di destinazione d’uso a residenziale attraverso interventi di ristrutturazione edilizia, di sostituzione edilizia con demolizione e ricostruzione, e di completamento, con ampliamento entro il limite del 30 per cento della superficie utile esistente nei limiti previsti dalla lettera c), previa acquisizione del titolo abilitativo di cui all’articolo 6, degli edifici o di parti degli edifici di cui all’articolo 2 aventi destinazione non residenziale, che siano dismessi o mai utilizzati alla data del 30 settembre 2010, ovvero che alla stessa data siano in corso di realizzazione e non siano ultimati e/o per i quali sia scaduto il titolo abilitativo edilizio ovvero, limitatamente agli edifici con destinazione d’uso direzionale, che siano anche in via di dismissione. Gli interventi di cui al presente comma sono consentiti nel rispetto delle seguenti condizioni:
a) gli interventi non possono riguardare edifici ricompresi all’interno delle zone D di cui al decreto del Ministro per il lavori pubblici 2 aprile 1968, ovvero nell’ambito di consorzi industriali o di piani degli insediamenti produttivi, fatti salvi gli interventi nelle zone omogenee D inferiori a 10 ha, che riguardino edifici dismessi o mai utilizzati alla data del 31 dicembre 2005;
b) gli interventi non possono riguardare gli edifici ricompresi all’interno delle zone omogenee E, di cui al al decreto del Ministro per il lavori pubblici 2 aprile 1968, fatti salvi gli edifici esistenti dismessi o mai utilizzati alla data del 30 settembre 2010 destinati ad attività turistico - ricettiva, con una superficie utile lorda non superiore a 3 mila metri quadrati;
c) gli interventi sono finalizzati al cambio di destinazione d’uso in residenziale fino ad un massimo di 15.000 metri quadrati di superficie utile lorda esistente, da incrementare con l’ampliamento di cui all’alinea del presente comma; tali interventi sono subordinati a riservare ad edilizia sociale a canone calmierato una quota della superficie complessiva oggetto di trasformazione, secondo quanto definito dalla Giunta regionale con il regolamento di cui al comma 1 bis; detta quota è stabilita nella misura minima del 30 per cento per cambi di destinazione d’uso con una superficie esistente inferiore a 10.000 metri quadrati e nella misura minima del 35 per cento per cambi di destinazione d’uso con una superficie esistente superiore a 10.000 metri quadrati e inferiore a 15.000 metri quadrati; nelle percentuali riservate alla locazione può essere destinata una quota alla locazione per studenti universitari e alle categorie protette e svantaggiate come definite dalle norme nazionali e comunitarie nonché ai componenti del comparto sicurezza, dei vigili del fuoco e delle forze armate;
d) gli interventi sono realizzati nel rispetto delle altezze e delle distanze previste dagli articoli 8 e 9 del decreto del Ministro per il lavori pubblici 2 aprile 1968.
1 bis. La Giunta regionale, ai sensi dell’articolo 47, comma 2, lettera b), dello Statuto e del comma 1, lettera c), adotta un regolamento di attuazione e integrazione con il quale disciplina:
a) i requisiti per l’accesso agli alloggi di edilizia sociale a canone calmierato e le procedure per l’individuazione dei locatari;
b) la durata del vincolo di locazione a canone calmierato, che non può essere comunque inferiore a quindici anni, prevedendo che sia oggetto di specifico atto d’obbligo da registrarsi presso la conservatoria dei registri immobiliari;
c) eventuali quote riservate alla locazione a canone calmierato a favore delle categorie individuate dal comma 1, lettera c);
d) i criteri per la determinazione del canone calmierato;
e) eventuale ulteriore documentazione a corredo della richiesta del titolo abilitativo edilizio per la realizzazione degli interventi di cui al comma 1, lettera c), necessaria ai fini della individuazione certa delle superfici e degli alloggi da destinare a locazione a canone calmierato;
f) le condizioni e le modalità dell’eventuale alienazione degli alloggi alla scadenza del vincolo di cui alla lettera b) ed i criteri per la determinazione del prezzo di vendita, che non può essere superiore al 60 per cento del valore di mercato.
2. “ OMISSIS”
3. “ OMISSIS”
4. “ OMISSIS”
5. Gli interventi di cui al comma 1 devono essere realizzati nel rispetto di quanto previsto dalla normativa statale e regionale in materia di sostenibilità energetico-ambientale e di bioedilizia e, in particolare, dal d.lgs. 192/2005 nonché dalla l.r. 6/2008 e successive modifiche, dal dpr. 59/2009 e dal decreto del Ministero dello Sviluppo economico 26 giugno 2009.
6. Fatto salvo quanto previsto dal comma 4, la realizzazione degli interventi di cui al comma 1 è subordinata all’esistenza delle opere di urbanizzazione primaria e degli standard urbanistici di cui agli articoli 3 e 5 del decreto del Ministro per i lavori pubblici 2 aprile 1968, n. 1444 ovvero, al loro adeguamento o realizzazione, in relazione al maggior carico urbanistico connesso al previsto aumento di volume o di superficie utile degli edifici esistenti, nonché alla realizzazione dei parcheggi di cui all’articolo 41 sexies della l. 1150/1942.
7. Nel caso in cui gli interventi previsti al comma 1 riguardino un edificio con una superficie utile inferiore a 500 metri quadrati o riguardino un immobile edificato in un comune con popolazione inferiore a 15.000 abitanti o un immobile ricompreso all’interno di un piano di recupero approvato ai sensi della l.r. 2 maggio 1980, n. 28 (Norme concernenti l'abusivismo edilizio ed il recupero dei nuclei edilizi sorti spontaneamente) e successive modifiche, può non applicarsi la condizione di cui al comma 1, lettera c), purché l’interessato corrisponda, prima
dell’ultimazione dei lavori, il pagamento di un importo pari al 20 per cento del corrispondente valore catastale determinato ai fini dell’imponibile ICI o si impegni alla realizzazione di opere pubbliche di interesse dell’amministrazione comunale di pari importo.
8. “ OMISSIS”
9. “ OMISSIS”.

 


                                                    
                                                     

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